La medicina psicosomatica: clinica, terapia e prevenzione
Approccio biopsicosociale, diagnosi integrata e medicina psicosomatica nella pratica clinica contemporanea.

• Evento FAD: 10 crediti ECM
• Periodo di fruizione del corso: dal 20 marzo al 31 dicembre
• Iscrizioni: dal 20/03/2026 al 31/12/2026
• Ore formative: 10
• Quota di iscrizione: € 25.00
Responsabile scientifico e docente
Prof. Ferdinando Pellegrino - Psichiatra ASL di Salerno
La medicina psicosomatica nella pratica clinica
La medicina psicosomatica propone una visione integrata della persona, considerando insieme aspetti psicologici, biologici e sociali.
Il corso approfondisce il modello biopsicosociale, l’evoluzione dei sistemi diagnostici DSM-5-TR e ICD-11 e il ruolo dell’integrazione interprofessionale nella gestione della complessità clinica.
Programma
• Stress e adattamento, ansia depressione e somatizzazione: il mal-essere del quotidiano
• L’approccio psicosomatico in medicina
• La psicosomatica in medicina
• La conquista del quotidiano e la crescita dell’uomo
• La personalità e l’ambiente: verso il ben-essere
• La salute mentale dei sanitari
Informazioni
• Obiettivo formativo
2 - Linee guida - protocolli - procedure
• Mezzi tecnologici necessari
Pc con sistema operativo Windows, MAC, LINUX. Connessione internet
• Procedure di valutazione
Questionario a risposta multipla con doppia randomizzazione
Presentazione
La Medicina Psicosomatica non va intesa come una specializzazione a se stante, bensì un modo di esercitare la Medicina in qualunque sua branca; essa compendia l’esigenza di comprensione globale dell'uomo, considerandone sia gli aspetti "psichici" che "somatici".
Questa visione appare di fondamentale importanza perché esclude ogni forma di "riduzionismo": qualsiasi disturbo o malattia viene considerato come la convergenza di più fattori, secondo un modello “biopsicosociale".
L’obiettivo della MP è quello di riumanizzare il rapporto medico-paziente e restituire la giusta e opportuna dignità sia a chi soffre che a chi cura, integrando tra i fattori di rischio delle malattie le variabili di personalità e lo stile di vita.
In questa direzione il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5-TR) dell’American Psychiatric Association rappresenta una svolta nella storia della psichiatria segnando il passaggio dal sistema categoriale ad un approccio clinico che include l’aspetto dimensionale, centrando l’attenzione del clinico sulla persona e sui suoi vissuti.
Con la stesura del CDDR (Descrizioni cliniche e requisiti diagnostici per i disturbi mentali, comportamentali e del neurosviluppo) dell’ICD-11 tale orientamento appare confermato con l’apporto di modifiche di particolare rilievo clinico e con importanti risvolti terapeutici.
Ciò premesso analizzeremo i disturbi psichici dell’ICD-11, per poi valutare i momenti essenziali per la diagnosi e l’importanza della integrazione interprofessionale – medico di famiglia, psichiatra, psicologo e altri professionisti della salute – che possa garantire la gestione della complessità della pratica clinica.
L’approccio transdisciplinare, oltre che favorire una diagnosi accurata consente ai sanitari di avere una visione d’insieme del paziente.
Questo approccio, oltre a favorire il confronto tra i sanitari afferenti a diverse aree specialistiche, favorisce un allentamento delle forme di logorio professionale, come la sindrome del burn-out in quanto vi è una complessiva e condivisa gestione delle patologie.
Non ultimo sarà data rilevanza alla prevenzione: riuscire ad agire sugli stili di vita disfunzionali che rendono gli individui vulnerabili allo sviluppo di patologie fisiche e psichiche rappresenta una importante sfida per la Sanità
